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Santa Maria del Cedro

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La storia
Santa Maria del Cedro fu fondata nella metà del sec. XVII dall'abbandono forzato di Abatemarco in seguito alla distruzione causata dall'omonimo fiume. Il territorio, col nome di Abatemarco, fu a lungo feudo della famiglia Brancati di Napoli che lo acquistò ad un'asta pubblica. Del possedimento dei Brancati facevano parte anche Urso Marzo (Orsomarso), Grisolia e Marcellino. Fu tenuto dalla famiglia napoletana fino alla eversione della feudalità, allorchè l'ultimo dei baroni si ritirava a vivere a Diamante. Fu dapprima frazione di Grisolia col nome di Cipollina; costituitasi in comune autonomo si chiamò Santa Maria e solo nel 1968 prese il nome definitivo di Santa Maria del Cedro per l'abbondante produzione di cedri che c'è nel suo territorio. Santa Maria del Cedro si trova fra Scalea e Cirella. Dalla superstrada bisogna deviare e proseguire per un paio di chilometri.
Della chiesa di San Michele ci sono ruderi riferibili ad un rifacimento quattrocentesco. In Abatemarco vi si trovano gli avanzi di un castello costruito su ruderi di un più antico edificio medievale. In località Carcere Imprese si trova un palazzo con torri cilindriche del sec. XVI. Interessante infine un imponente arcata di acquedotto (XVI secolo) alta quindici metri con una base di oltre due metri e mezzo.
Nella frazione di Marcellina sono state effettuate varie campagne di scavi che hanno portato alla luce materiali e strutture quasi certamente riferibili alla importante subcolonia di Sibari, Laos. Sul posto è possibile vedere tratti di mura del IV secolo a.C., edifici e lastricati di strade del III-IV secolo a.C. I reperti più importanti sono invece custoditi nel Museo di Reggio calabria. Negli ultimi anni nella zona del centro è stata costruita una nuova chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del cedro. Dietro l'altare c'è un'interessante immagine della Madonna con un Bambino Gesù che gioca con un cedro e una serie di motivi che ricordano il prezioso frutto.
Nel corso del sec. XVIII i continui straripamenti del fiume Abatemarco costrinsero gli abitanti dell’omonimo paese a fondare un nuovo centro che prese il nome di Cipollina sottoposto al comune di Grisolia. Divenne comune autonomo nel 1948; nel 1955 assunse la denominazione di Santa Maria; nel 1968 quella attuale. Della primitiva fondazione, in località Abatemarco, restano resti dell’insediamento medievale e di quello più recente.
La chiesa di San Michele, eretta nel Medioevo, venne rifatta nel ‘400, oggi reca ancora qualche traccia di questo rifacimento e di affreschi più tardi. Nella zona archeologica, necropoli ellenistica di tipo lucano e tarantino e suppellettili funerarie varie tra le quali spicca una lamina plumbea e un’armatura da guerra in bronzo. Presso lo scalo ferroviario, resti di strutture edili romane, appartenute, molto probabilmente, alla città romana Lavinium. Ancora interessanti, il castello medievale, il carcere dell’impresa, la badia di San Giovanni Battista (ruderi di un complesso basiliano di età normanna).


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